Non è la più forte delle specie a sopravvivere...
... né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti.
Così scriveva Charles Darwin nel 19° secolo quando formulò la celebre "teoria dell'evoluzione".
In questo periodo storico più che mai è opportuno prendere coscienza dei cambiamenti che stiamo vivendo, sia dal punto di vista sociale, ambientale, politico ed economico e, seguendo la teoria di Darwin, per "sopravvivere" è necessario essere anche a livello personale reattivi ai cambiamenti.
Attenzione, ho detto essere reattivi e non subire i cambiamenti!
Spesso, nei miei corsi di crescita personale mi piace iniziare proprio con la citazione di Darwin, perché aiuta ad introdurre il concetto di cambiamento.
E' indiscutibile, ormai, che stiamo vivendo in un'era totalmente diversa da quella che hanno vissuto i nostri nonni e perfino i nostri genitori.
Loro sono vissuti e cresciuti in quella che veniva definita l'Era Industriale o post-industriale, la mia generazione invece (ho 43 anni) si è trovata a vivere il passaggio all'era successiva, quella dell'Informazione o detta anche della Conoscenza, che ha avuto la sua origine negli anni '80.
I miei figli, ad esempio stanno crescendo totalmente immersi in questa nuova Era della Conoscenza, peccato però che tutta l'architettura scolastica, ad esempio, è rimasta ferma a 30-40 anni fa.
Per cui i ragazzi di oggi si trovano a vivere in due mondi.
La mattina in quello della scuola arcaica, dove ancora si cantano le canzoni della Resistenza, ma difficilmente si arriva a studiare la storia recente.
Dove si portano ancora sulle spalle zaini di 20 kg e si impiega, se va bene, un'ora di tempo a settimana negli sgangherati laboratori di informatica.
Dove si mandano ancora le comunicazioni alle famiglie con dei bigliettini scritti e fotocopiati male, quasi da sembrare dei "pizzini", mentre l'insegnamento della lingua inglese è sempre considerata una materia di serie B.
Dove la maggior parte degli insegnanti non sa neanche come si manda una mail o come si usa un foglio di excel.
Poi c'è il mondo pomeridiano o extrascolastico, quello dei social network, delle chat, dei videogiochi, degli sms e dei linguaggi utilizzati per comunicare quasi incomprensibili ("cs ftt gg?" che vuol dire "cosa hai fatto oggi?").
Due mondi che fanno fatica a dialogare, per il semplice motivo che appartengono ad ere diverse.
Ecco perché è diventato assolutamente necessario prendere coscienza e consapevolezza di vivere in una società diversa, che sta cambiando a ritmi fino a pochi anni fa impensabili.
Se cambiano le ere, cambiano anche le esigenze lavorative, cambiano i lavori, cambiano le prospettive sul futuro e cambiano anche le aspettative e le esigenze formative.
E' divenuto ormai indispensabile, se vogliamo sopravvivere, avere una formazione complementare a quella canonica scolastica e professionale.
E' necessario avere una formazione supplementare, ad esempio fatta di:
Istruzione emotiva, che insegni e alleni le persone a gestire le paure e le emozioni, stimolando ad imparare facendo errori. Osare, tentare il nuovo per lasciare il vecchio, avere la capacità di credere in se stessi e nei propri obiettivi.
Istruzione fisica, che incoraggi all'azione, affrontare le paure, fare errori, imparando da essi e diventare più forti. Il fallimento non deve essere più visto come una sconfitta ed un marchio indelebile che rappresenta il disonore della persona. Fallire non significa essere una persona "fallita", ma il fallimento deve semmai diventare un incoraggiamento a riprovare magari cambiando metodo e strategia di approccio nel fare quella certa cosa.
Istruzione finanziaria, quella che ti insegna a far lavorare i soldi per te, anziché lavorare per i soldi. Quella che fornisce informazioni per la gestione del cashflow, per la costruzione di un futuro che non può più essere legato al posto fisso che ti porta alla pensione.
Il tutto, ovviamente, guidato da Valori che devono tornare ad essere protagonisti, scacciando quell'egoismo insano (perché c'è anche quello sano) ed egocentrismo che negli ultimi anni pare stiano prendendo il sopravvento.
Non c'è dubbio, è una bella sfida!
Ma tutto, ricordiamocelo, parte dal prendere coscienza e consapevolezza che tutto intorno a noi cambia e se vogliamo "sopravvivere" (come diceva Darwin) o meglio ancora, se vogliamo evolverci dobbiamo necessariamente reagire ai cambiamenti e non combatterli o peggio ancora rifiutarli. Sarebbe una guerra persa in partenza.
Buon cambiamento a tutti!
Piero
Così scriveva Charles Darwin nel 19° secolo quando formulò la celebre "teoria dell'evoluzione".
In questo periodo storico più che mai è opportuno prendere coscienza dei cambiamenti che stiamo vivendo, sia dal punto di vista sociale, ambientale, politico ed economico e, seguendo la teoria di Darwin, per "sopravvivere" è necessario essere anche a livello personale reattivi ai cambiamenti.
Attenzione, ho detto essere reattivi e non subire i cambiamenti!
Spesso, nei miei corsi di crescita personale mi piace iniziare proprio con la citazione di Darwin, perché aiuta ad introdurre il concetto di cambiamento.
E' indiscutibile, ormai, che stiamo vivendo in un'era totalmente diversa da quella che hanno vissuto i nostri nonni e perfino i nostri genitori.
Loro sono vissuti e cresciuti in quella che veniva definita l'Era Industriale o post-industriale, la mia generazione invece (ho 43 anni) si è trovata a vivere il passaggio all'era successiva, quella dell'Informazione o detta anche della Conoscenza, che ha avuto la sua origine negli anni '80.
I miei figli, ad esempio stanno crescendo totalmente immersi in questa nuova Era della Conoscenza, peccato però che tutta l'architettura scolastica, ad esempio, è rimasta ferma a 30-40 anni fa.
Per cui i ragazzi di oggi si trovano a vivere in due mondi.
La mattina in quello della scuola arcaica, dove ancora si cantano le canzoni della Resistenza, ma difficilmente si arriva a studiare la storia recente.
Dove si portano ancora sulle spalle zaini di 20 kg e si impiega, se va bene, un'ora di tempo a settimana negli sgangherati laboratori di informatica.
Dove si mandano ancora le comunicazioni alle famiglie con dei bigliettini scritti e fotocopiati male, quasi da sembrare dei "pizzini", mentre l'insegnamento della lingua inglese è sempre considerata una materia di serie B.
Dove la maggior parte degli insegnanti non sa neanche come si manda una mail o come si usa un foglio di excel.
Poi c'è il mondo pomeridiano o extrascolastico, quello dei social network, delle chat, dei videogiochi, degli sms e dei linguaggi utilizzati per comunicare quasi incomprensibili ("cs ftt gg?" che vuol dire "cosa hai fatto oggi?").
Due mondi che fanno fatica a dialogare, per il semplice motivo che appartengono ad ere diverse.
Ecco perché è diventato assolutamente necessario prendere coscienza e consapevolezza di vivere in una società diversa, che sta cambiando a ritmi fino a pochi anni fa impensabili.
Se cambiano le ere, cambiano anche le esigenze lavorative, cambiano i lavori, cambiano le prospettive sul futuro e cambiano anche le aspettative e le esigenze formative.
E' divenuto ormai indispensabile, se vogliamo sopravvivere, avere una formazione complementare a quella canonica scolastica e professionale.
E' necessario avere una formazione supplementare, ad esempio fatta di:
Istruzione emotiva, che insegni e alleni le persone a gestire le paure e le emozioni, stimolando ad imparare facendo errori. Osare, tentare il nuovo per lasciare il vecchio, avere la capacità di credere in se stessi e nei propri obiettivi.
Istruzione fisica, che incoraggi all'azione, affrontare le paure, fare errori, imparando da essi e diventare più forti. Il fallimento non deve essere più visto come una sconfitta ed un marchio indelebile che rappresenta il disonore della persona. Fallire non significa essere una persona "fallita", ma il fallimento deve semmai diventare un incoraggiamento a riprovare magari cambiando metodo e strategia di approccio nel fare quella certa cosa.
Istruzione finanziaria, quella che ti insegna a far lavorare i soldi per te, anziché lavorare per i soldi. Quella che fornisce informazioni per la gestione del cashflow, per la costruzione di un futuro che non può più essere legato al posto fisso che ti porta alla pensione.
Il tutto, ovviamente, guidato da Valori che devono tornare ad essere protagonisti, scacciando quell'egoismo insano (perché c'è anche quello sano) ed egocentrismo che negli ultimi anni pare stiano prendendo il sopravvento.
Non c'è dubbio, è una bella sfida!
Ma tutto, ricordiamocelo, parte dal prendere coscienza e consapevolezza che tutto intorno a noi cambia e se vogliamo "sopravvivere" (come diceva Darwin) o meglio ancora, se vogliamo evolverci dobbiamo necessariamente reagire ai cambiamenti e non combatterli o peggio ancora rifiutarli. Sarebbe una guerra persa in partenza.
Buon cambiamento a tutti!
Piero
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