Le dimissioni della Polverini, sbagliate! Ecco perché!
Leggo e sento esultare molti per le dimissioni del presidente della regione Lazio, Renata Polverini, molto probabilmente dovrei far parte anch'io del coro, invece no, avrei preferito che restasse ancora un po' al suo posto.
Ecco perché penso questo.
Lo scandalo dello sperpero dei soldi pubblici da parte di un'intera classe politica, ormai non dovrebbe essere più uno "scandalo".
Infatti ci si dovrebbe scandalizzare quando ci troviamo di fronte a qualcosa di eccezionale, di inaspettato che ci turba.
Ma possiamo dire che la ruberia e lo sperpero di soldi pubblici (i nostri!) sia un evento eccezionale e inaspettato?
La cronaca quotidiana ormai ci ricopre da anni di fatti del genere, quasi fino alla nausea.
Certo , la magistratura farà il suo percorso (ahimè lungo) e forse ci sarà giustizia (forse).
In un paese come il nostro, dove il culo dei politici pare avere le ventose per non lasciare mai le "poltrone", le dimissioni della Polverini potrebbero sembrare un gesto nobile: "finalmente un politico che rinuncia alla poltrona. Evviva!"
E invece, questi furbacchioni ancora una volta ci hanno fregato!
Perché?
Perché, visto il clamore dello scandalo, delle notizie che ogni giorno vengono fuori sulla gestione e assegnazione dei soldi ad ogni consigliere regionale, dello sdegno collettivo, si era presentata un'occasione più unica che rara per tenere (questa volta) quei politici da quattro soldi fermi sulle loro poltrone e costringerli (con la grande campagna mediatica) a fare quelle riforme dello Statuto del Consiglio Regionale e dei suoi regolamenti, con lo scopo di azzerare tutti i vantaggi e privilegi che negli anni, nel silenzio di tutti, si erano dati.
Questo era il momento giusto, ora che avevano tutti gli occhi addosso.
Anziché dare in massa le dimissioni, i cari consiglieri di minoranza (falsi moralisti perché anche loro hanno a disposizione tutti quei soldi), ad esempio, avrebbero dovuto costringere, a forza di mozioni, la maggioranza a prendere provvedimenti e fare quelle modifiche alla vergognosa "macchina regionale" dispensa soldi.
Di conseguenza, i consiglieri di maggioranza, a meno che non volessero essere linciati almeno mediaticamente e morire politicamente parlando, non avrebbero potuto sottrarsi a questo destino.
In un periodo così critico per gli italiani e di massima sfiducia verso un'intera classe politica, si poteva ottenere un piccolo ma importante risultato.
Dopo, ma soltanto dopo, il gesto delle dimissioni sarebbe stato nobile!
Adesso che vi abbiamo beccato con "le mani in pasta", è troppo facile dare le dimissioni e basta. Adesso vi prendete, per una volta, la responsabilità della situazione e fate queste cacchio di riforme!
Peccato, però, che questi politici non sono così scemi.
Sanno benissimo che passato il clamore della notizia (ora che si sono dimessi saremo tutti contenti), potranno nuovamente tornare sulle loro preziose poltrone (magari con qualche finto volto nuovo), dopo magari una campagna elettorale fatta di accuse reciproche (e non di programmi).
Risultato?
ll prossimo Consiglio Regionale del Lazio si insedierà con le stesse attuali regole, regolamenti e statuti, che permetteranno (a norma di legge) di continuare a spartirsi soldi pubblici.
Fino al prossimo scandalo...
Ci hanno fregato anche questa volta!
Ecco perché io non esulto di fronte alle dimissioni, in questo momento lo leggo come un gesto codardo e deresponsabilizzante. Si sono lavati le mani!
Peccato, abbiamo perso un'occasione per inchiodarli ai loro reali doveri!
Avete fatto il danno? Adesso lo riparate e poi ve ne andate!
E invece no, noi italiani siamo ancora così "distratti" che ci si accontenta delle dimissioni....
Ecco perché penso questo.
Lo scandalo dello sperpero dei soldi pubblici da parte di un'intera classe politica, ormai non dovrebbe essere più uno "scandalo".
Infatti ci si dovrebbe scandalizzare quando ci troviamo di fronte a qualcosa di eccezionale, di inaspettato che ci turba.
Ma possiamo dire che la ruberia e lo sperpero di soldi pubblici (i nostri!) sia un evento eccezionale e inaspettato?
La cronaca quotidiana ormai ci ricopre da anni di fatti del genere, quasi fino alla nausea.
Certo , la magistratura farà il suo percorso (ahimè lungo) e forse ci sarà giustizia (forse).
In un paese come il nostro, dove il culo dei politici pare avere le ventose per non lasciare mai le "poltrone", le dimissioni della Polverini potrebbero sembrare un gesto nobile: "finalmente un politico che rinuncia alla poltrona. Evviva!"
E invece, questi furbacchioni ancora una volta ci hanno fregato!
Perché?
Perché, visto il clamore dello scandalo, delle notizie che ogni giorno vengono fuori sulla gestione e assegnazione dei soldi ad ogni consigliere regionale, dello sdegno collettivo, si era presentata un'occasione più unica che rara per tenere (questa volta) quei politici da quattro soldi fermi sulle loro poltrone e costringerli (con la grande campagna mediatica) a fare quelle riforme dello Statuto del Consiglio Regionale e dei suoi regolamenti, con lo scopo di azzerare tutti i vantaggi e privilegi che negli anni, nel silenzio di tutti, si erano dati.
Questo era il momento giusto, ora che avevano tutti gli occhi addosso.
Anziché dare in massa le dimissioni, i cari consiglieri di minoranza (falsi moralisti perché anche loro hanno a disposizione tutti quei soldi), ad esempio, avrebbero dovuto costringere, a forza di mozioni, la maggioranza a prendere provvedimenti e fare quelle modifiche alla vergognosa "macchina regionale" dispensa soldi.
Di conseguenza, i consiglieri di maggioranza, a meno che non volessero essere linciati almeno mediaticamente e morire politicamente parlando, non avrebbero potuto sottrarsi a questo destino.
In un periodo così critico per gli italiani e di massima sfiducia verso un'intera classe politica, si poteva ottenere un piccolo ma importante risultato.
Dopo, ma soltanto dopo, il gesto delle dimissioni sarebbe stato nobile!
Adesso che vi abbiamo beccato con "le mani in pasta", è troppo facile dare le dimissioni e basta. Adesso vi prendete, per una volta, la responsabilità della situazione e fate queste cacchio di riforme!
Peccato, però, che questi politici non sono così scemi.
Sanno benissimo che passato il clamore della notizia (ora che si sono dimessi saremo tutti contenti), potranno nuovamente tornare sulle loro preziose poltrone (magari con qualche finto volto nuovo), dopo magari una campagna elettorale fatta di accuse reciproche (e non di programmi).
Risultato?
ll prossimo Consiglio Regionale del Lazio si insedierà con le stesse attuali regole, regolamenti e statuti, che permetteranno (a norma di legge) di continuare a spartirsi soldi pubblici.
Fino al prossimo scandalo...
Ci hanno fregato anche questa volta!
Ecco perché io non esulto di fronte alle dimissioni, in questo momento lo leggo come un gesto codardo e deresponsabilizzante. Si sono lavati le mani!
Peccato, abbiamo perso un'occasione per inchiodarli ai loro reali doveri!
Avete fatto il danno? Adesso lo riparate e poi ve ne andate!
E invece no, noi italiani siamo ancora così "distratti" che ci si accontenta delle dimissioni....
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